lunedì 4 marzo 2013

Vini | Confini - Lis Neris


















Confini - Lis Neris
Confini è un bianco friulano che stupisce, che può mettere in crisi e che è davvero ai confini dell’ampiezza olfattiva dei grandi bianchi del nostro Paese.
Lis Neris, produttore rinomato e riconosciuto per l’eleganza e l’importanza dei suoi prodotti, ha scelto uve dal carattere intenso per questo vino: Gewurztraminer, che dona una nota fruttata intensa e quasi candita, una pari quantità di Pinot Grigio che dà struttura e profondità, e una buona percentuale di Riesling, che spalleggia i primi due vitigni con acidità e mineralità.
La sensazione di calore in bocca è data da una gradazione alcolica alquanto elevata (si raggiungono i 15 gradi, come un Amarone per intenderci): sono d'obbligo quindi abbinamenti gastronomici accorti, per evitare che le pietanze siano messe a tacere dalla complessità del vino stesso.

Il colore giallo brillante di Confini è determinato da una vendemmia tardiva, di quelle che portano con sè i colori e gli aromi di un’estate che non vuol finire o che non vuoi lasciare. Di quelli che ti mettono davanti una disarmante verità: la capacità di un vino di evocare ricordi, luoghi, persone e sentimenti. La fermentazione prosegue in botti di rovere francese da 500 litri, procedendo con ripetuti batonnage, operazione necessaria per riportare in sospensione i lieviti depositati sul fondo al fine di estrarne gli aromi che daranno poi maggior corpo al vino.
La concatenazione di tutti questi fattori fa sì che nella bottiglia avvenga una perfetta coniugazione tra la morbidezza della sovramaturazione, premio per chi ha voluto attendere prima di raccogliere quest'uva, la mineralità dei terreni calcarei, la persistenza di un finale piacevole e lungo. Ad ogni sorso una lieve ma delineata nota balsamica, un certo che di esotico e mediterraneo.

Riesci a scorgere tutto questo anche quando la mente è annebbiata nel caos di pensieri e desideri. Così la sua eleganza sa farti ritrovare almeno per un po' l'equilibrio tanto atteso. Mai medicina fu tanto gradita.

Cecilia Sitran 
Daniele Spezzamonte 

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