giovedì 31 gennaio 2013

Vini | Gironia Biferno Doc 2006 Cantine Borgo di Colloredeo

Gironia Biferno Doc 2006 Cantine Borgo di Colloredeo
Il Gironia Cantine Borgo di Colloredo è un Biferno rosso, una ristretta doc del Molise. Uno di quei vini che non se ne vedono molti qui al nord. Spesso, se lo si cerca, bisogna procurarselo direttamente dove lo producono, sia a causa della scarsità, sia per il fatto che nomi del genere sono poco richiesti dal nostro mercato.

Il Gironia parte elegante già dalla bottiglia, nero ed oro intriganti e seducenti.
Il colore è di un bel rubino che denuncia già l'acidità data dai riflessi ancora non proprio granati.
Al naso salgono gli aromi della frutta rossa, dell'affinamento in botte (immancabili chiodi di garofano) e i fumi dei 13,5 gradi alcol.
In bocca è caldo, corposo e generoso nell'alcol e nell'acidità. Secondo me grazie a questa qualche anno in bottiglia se lo può ancora fare.
Finale pulito e discretamente lungo.
Rese in vigna ancora troppo alte per i miei gusti, ben lontane dallo stile borgognone. Qui ci aggiriamo sui 120ql/ha, crimacerazione, fermentazione per 15gg, acciaio e due anni in botte. Nel complesso un bel bere.

domenica 27 gennaio 2013

Vini | Pouilly Fumé Le Troncsec Joseph Mellot


Pouilly-Fumé Le Troncsec Joseph Mellot
E con questo Pouilly-Fumé Le Troncsec di Joseph Mellot del 2010 ci spostiamo presso la Valle della Loira, zona Centre, che corrisponde all'estremo est dell'area vinicola in questione. In questo Pouilly-Fumé a non passare inosservata è la mineralità. Lo stesso appellativo del vino in questione (Fumé) richiama l'odore lievemente affumicato dei vini provenienti dalla zona di Pouilly-sur-Loire e Sancerre. A conferirlo è lo stesso terreno calcareo.
Salgono poi su dal bicchiere gli aromi inconfondibili del Sauvignon Blanc che fanno tornar la mente alla nostra terra maggiormente vocata per questo vitigno, il Collio friulano: foglia di pomodoro, lieve agrumato (pompelmo) e leggera pesca.
In questo d'oltralpe invece, più che un affumicato come suggerito da molti, si percepisce un lieve sentore zolfureo e una pietra focaia, mineralità da vendere, quasi polvere da sparo. Poi la sapidità, tanta eleganza ed equilibrio.
In sostanza un bel esempio di vino che rende emblematico come il terreno giochi un ruolo fondamentale per la finezza e l'arricchimento dei sentori e dell'eleganza in un vino. I migliori Pouilly-Fumé infatti provengono dai terreni a nord di Pouilly dove l'abbondanza di silice conferisce il potere d'invecchiamento a questi bianchi.
Dopo averlo provato sono ancor più convinto di prima che i bianchi sappiano regalare grandi emozioni e sorprendere tanto quanto i rossi.

sabato 26 gennaio 2013

Vini | Riesling Lucien Albrecht Clos Himmelreich AC Alsace

Riesling Clos Himmelreich - Lucien Albrecht
Questo Riesling Clos Himmelreich Lucien Albrecht è qualcosa di spettacolare, dove è possibile apprezzare il valore aggiunto di alcuni vini francesi, dei vin d'alsace in particolare.
Appena stappato se ne esce con un profumo che negli italiani non ho mai trovato sino ad ora: aromi di idrocarburi dovuti ai lunghi affinamenti.
È del 2001 e riesco a berlo all'apice della sua carriera d'affinamento. Grazie alla sua acidità se ne è rimasto a maturare in bottiglia e ad affinare gli aromi senza che il tempo l'abbia scalfito.
Oltre all'acidità in bocca è ben percepibile la sapidità. Minerale! Non c'è che dire Lucien Albrecht ha messo in bottiglia qualcosa di veramente strepitoso!
Lo riprendo dopo una ventina di minuti ed evolve ulteriormente. Gli aromi iniziali di idrocarburi (forse quasi sgradevoli per un naso che non conosce questi francesi) si son fatti più armonici lasciando emergere maggiormente i profumi fruttati di pesche sciroppate e persino dei fiori gialli tipo ginestra.
Ora è tutto un equilibrio, schietto ed elegante.

sabato 19 gennaio 2013

Vini | Vermentino Laura Aschero 2010 Riviera Ligure di Ponente Doc

Vermentino - Laura Aschero
Peccato, davvero un gran peccato scoprire che in bocca questo vino è solo che un lontano parente di quello che anticipava d'essere al naso... e alla vista.
Si perché il colore con il quale si presenta è di un bellissimo giallo oro, tendente al paglierino, brillante e intenso.
Al naso si apre invece con un elegante mix di frutta e macchia mediterranea che lascia scorgere note di ananas, pesche sciroppate, albicocca e timo. Tutti profumi ben combinati, molto intensi e franchi.
In bocca però è timido, poco persistente e di medio-scarso corpo.
Rimane solo una certa acidità con la quale riflettere su come il colore facesse pensare alle note dell'appassimento, ed invece ci si trova con qualcosa di completamente diverso.

venerdì 18 gennaio 2013

Vini | Champagne Pascal Doquet

Champagne Pascal Doquet
Che eleganza e che classe! Ma perché la Champagne doveva capitare in terre francesi?!
Questo Champagne Pascal Doquet prodotto con solo chardonnay riempie il bicchiere di un bel giallo paglierino dai riflessi dorati. Perlage adeguatamente fine per il genere, non estremo. Si apre con i classici aromi eleganti e schietti di lievito e pane da poco sfornato. Poi passa alla frutta con un po' di albicocca secca impreziosita da note burrose, tipo jogurt.
Infine ritorna la frutta secca con la nocciola lievemente tostata e addolcita dalla sensazione del miele data forse dal liqueur d'expedition. Lieve agrumato di sottofondo.
In bocca è sapido e fresco e al suo passaggio pulisce tutto.
Buona anche la persistenza che regge grazie ad un corpo non possente per il genere ma comunque robusto.
Lo riprendo dopo una decina ventina di minuti e le note terziarie si apron ulteriormente. La temperatura corretta di servizio ormai se ne è andata ma a favore di una mandorla e di un pane fragrante che accarezza il naso. Un vino da 5 stelle.
Il produttore è di Vertus, paese posto tra la Cote des Blancs e la Montagne de Reims, che ha da poco ricevuto il certificato di viticultura biologica. È infatti un Récoltant-Manipulant il che significa che lo stesso produttore cresce le uve e le vinifica, senza acquistarle da terzi. Anche il prezzo è molto competitivo, di quelli che istigano all'acquisto!!

giovedì 3 gennaio 2013

Birre | Leffe Radieuse

Leffe Radieuse
Continuiamo con un'altra birra belga, ancora alta fermentazione e ancora una Leffe. Questa volta si tratta della Radieuse, da molti considerata la punta di diamante tra le sorelle Leffe. Personalmente, per quanto sia un'ottima birra, preferisco la Vieille Cuvée di cui ho già parlato ma se non avete mai ancora avuto occasione di provarla e la vedete tra gli scaffali del supermercato, non esitate a comprarla. È infatti abbastanza facilmente reperibile anche presso la grande distribuzione.
La Leffe Radieuse si presenta con un bel color ambra rivestito di una schiuma fitta e discretamente persistente. Rispetto al Vieille Cuvée ha dei profumi meno fruttati (che tuttavia è possibile trovare anche qui) ma più floreali. Sono infatti percepibili fiori, freschi e secchi. Tra gli altri aromi si trova la banana e si prosegue con il malto e una leggera nota di caffé.
Anche al palato riserva belle soddisfazioni. Il sorso parte morbido e leggermente dolce e finisce con il chiudere più amaro sempre supportato dalla morbidezza e da un buon corpo leggermente maltato. Abbastanza beverina nonostante il più che discreto grado alcolico. Lo stile Leffe qui è facilmente riscontrabile.